Legambiente contro Eni su stoccaggio CO2 nel Ravennate

"Idea sbagliata, ma è unico progetto energetico citato da Conte"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Lo stoccaggio della CO2 è "fuori dal tempo" e non dà "garanzie di fattibilità tecnica di lungo periodo oltre che economica". Lo scrive in un comunicato Legambiente, commentando l'idea dell'Eni di rendere il distretto ravennate un polo mondiale per lo stoccaggio dell'anidride carbonica nel sottosuolo.

Lo stoccaggio di CO2 sottoterra permette di ridurre la quantità di gas serra nell'atmosfera e combattere il riscaldamento globale. Al momento le tecnologie sono ancora costose, ma le compagnie energetiche stanno investendo molto in questo campo. Imprigionare la CO2 sottoterra (specialmente in giacimenti di gas o petrolio esauriti) permetterebbe di ridurre l'effetto serra senza riconvertire l'economia alle fonti rinnovabili. Proprio per questa ragione la pratica è avversata dagli ambientalisti.

Lo stoccaggio della CO2 per Legambiente "non è nemmeno in linea con la radicalità degli interventi necessari per fermare la crisi climatica con produzione di energia verde, innovazione, efficienza e risparmio energetico". Secondo l'associazione "la priorità dovrebbe essere quella di produrre energia pulita e non di investire grandi quantità di energia nel confinamento della CO2 senza intervenire efficacemente sulla riconversione del settore Oil&Gas e la tutela dei posti di lavoro".

"Non ci siamo proprio. Stiamo parlando dell'unico grande progetto energetico che il premier Giuseppe Conte ha citato durante gli Stati Generali dell'economia a Roma e questo la dice lunga sulle preoccupazioni cha abbiamo rispetto al Piano per il rilancio che il Governo dovrà presentare in Europa a settembre per spendere 170 miliardi di euro di Recovery Fund"-sottolinea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. (ANSA).

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