Fase 3: Giovannini, fondi Ue ci portano verso Green Deal

"Elementi di innovazione più forti di quelli di conservazione"

Redazione ANSA ROMA

"Per la fase di rilancio ci affideremo a finanziamenti che vengono dall'Unione europea. E l'Unione europea sta tenendo dritta la barra del Green Deal e della digitalizzazione. La Bei, la Banca europea degli investimenti, aveva già annunciato il taglio dei finanziamenti a investimenti basati sui combustibili fossili. E anche la Cassa depositi e prestiti ha sposato la linea di una transizione verso una società sempre meno impattante dal punto di vista ambientale". Lo ha detto Enrico Giovannini, presidente dell'Asvis (Alleanza per lo sviluppo sostenibile), membro della task force Colao, in una intervista al sito Res Magazine.

"Mi sembra che gli elementi che spingono verso un salto in direzione dell'efficienza, dell'innovazione, della riduzione dell'impatto ambientale siano più robusti di quelli che spingono in direzione contraria - ha aggiunto Giovannini -. Il primo alleato che vedo è l'opinione pubblica. Una serie di sondaggi mostra che la correlazione tra inquinamento e letalità del virus viene percepita e porta alla richiesta di un aumento di sicurezza che riguardi sia la salute che l'ambiente".

"La fase dell'emergenza ha costretto a cambiare le modalità di lavoro e di spostamento - ha detto ancora Giovannini -. Credo che alcuni benefici prodotti dallo smart working possano diventare strutturali. Così come nel decreto rilancio c'è un segnale interessante nel campo della mobilità. L'obbligo di avere un mobility manager, che finora aveva riguardato solo le aziende con più di 300 dipendenti, si estende alle imprese con 100 dipendenti".

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