Coronavirus: Costa, i depuratori distruggono il virus

"Ma ci sono rischi dove impianti mancano o funzionano male"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - "Le correnti pratiche di depurazione" delle acque reflue "sono generalmente efficaci nell'inattivazione del virus" Sars-CoV-2, "dati i tempi di ritenzione che caratterizzano i trattamenti, uniti a condizioni ambientali che pregiudicano la vitalità del vitrus (luce solare, livelli di ph elevati, attività biologica)". E' questo il contenuto di un parere fornito dall'Istituto superiore di sanità (Iss) al Ministero dell'Ambiente, sui rischi di contagio di Covid-19 dalle acque di scarico. Il parere dell'Iss è stato illustrato oggi dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa (M5S), in una audizione davanti alla Commissione bicamerale Ecomafie.

"La fase finale di disinfezione consente inoltre di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale, prima che le acque depurate siano rilasciate nell'ambiente - ha spiegato ancora Costa, citando l'Iss -. Disposizioni specifiche sono state elaborate anche per la gestione dei fanghi di depurazione nell'ambito della fase emergenziale di pandemia. L'analisi di rischio di esposizione a Sars-CoV-2 attraverso l'acqua e i servizi igienici indica che sussistono elevati livelli di protezione della salute".

I pericoli di contagio da acque reflue, acque di balneazione o approvvigionamenti idrici autonomi, ha spiegato ancora Costa, sulla base del parere dell'Iss, "vanno individuate nelle circostanze di mancanza o inefficienza dei servizi di depurazione, che potrebbero comportare la diffusione della Covid-19". Di conseguenza, ha concluso il ministro, "le autorità di soveglianza dovranno incentrare ogni attenzione sulla possibile esistenza di emissioni e scarichi illeciti di reflui da abitazioni e nuclei urbani". (ANSA).

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