Incentivi, Governo GB proroga supporto ai modelli PHEV

Industria chiede contributi anche per auto benzina e diesel

Redazione ANSA ROMA

Il Governo britannico ha prorogato all'esercizio finanziario 2022-2023 il programmai di incentivi per veicoli a basso impatto ambientale Plug-In Car Grant (PiCG) che già dal lontano 2011 ha fornito sovvenzioni per l'acquisto di modelli PHEV - a fianco di quelle 100% elettriche - con l'obiettivo principale di ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell'aria. La concessione avrebbe dovuto concludersi nel marzo 2020, ma le forti pressioni da parte dell'industria automobilistica hanno convinto il Governo, anche per sostenere il settore dell'automotive, a decidere questa proroga, sebbene con alcune riduzioni. Ora, ad esempio, solo i nuovi veicoli elettrici che costano meno di 50.000 sterline (56.000 euro) possono beneficiare della sovvenzione, ridotta a 3.000 sterline (3.360 euro). Un'auto è idonea per partecipare al PiCG se rientra in questa griglia: categoria 1 con un'autonomia elettrica di 70 miglia ed emissioni di CO2 inferiori a 50 g/km; categoria 2 con un'autonomia elettrica di almeno 10 miglia ed emissioni di CO2 inferiori a 50 g/km e, infine, categoria 3 con un'autonomia elettrica di almeno 20 miglia ed emissioni di CO2 comprese tra 50 e 75 g/km. Questi, secondo il sito del Governo, i modelli che possono beneficiare dello sconto; Bmw i3 e i3s; BYD e6; DS 3 Crossback E-Tense; Hyundai Ioniq Electric e Kona Electric; Kia e-Niro e Soul EV; Mercedes B-Class Electric Drive ed eVito Tourer; MG ZS EV: Mini Electric; Nissan e-NV200 (5 e 7 posti) e Leaf; Peugeot e-208 ed e-2008; Renault Zoe; Seat Mii electric; Skoda Citigo-e iV; Smart EQ fortwo e forfour; Tesla Model 3 Long Range e Model 3 Standard Range Plus: Vauxhall Corsa-e e Volkswagen e-Up! ed e-Golf. Vista la grave situazione in cui versa l'intero comparto dell'auto in Gran Bretagna, sia a livello industriale che distributivo e commerciale, il Governo potrebbe tornare su questa decisione aggiungendo anche un programma parallelo di incentivi dedicati ai modelli con motori termici puri, di cui peraltro è stata annunciata il 'bando' dal mercato Gb entro il 2040. L'industria automobilistica britannica - hanno sottolineato le associazioni di categoria - è una pietra angolare chiave dell'economia britannica e genera 18,2 miliardi (20,4 miliardi di euro) di entrate fiscali, impiegando oltre 800.000 persone. Il Governo, è stato ribadito, incassa il 20% su ogni nuova auto venduta, indipendentemente dal tipo di motore, e portare altre auto nuove sulla strada aiuterebbe anche gli obiettivi a lungo termine del Governo verso emissioni zero-free nel 2040. La scorsa settimana l'associazione dell'industria automobilistica SMMT ha inviato un appello al Governo chiedendo che, quale sia lo schema di incentivi da attuare, questo dovrebbe ''sostenere l'intero mercato, non solo favorendo in modo sproporzionato segmenti o tecnologie specifici, e riconoscendo così la diversa natura della produzione automobilistica britannica''.

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