Mini Cooper SE, perfetta per competere nel 'kW Economy Run'

Grande scatto con 184 Cv con utili possibilità recupero energia

Andrea Silvuni

Se potesse vederla oggi scattare ai semafori, lasciando indietro modelli sportivi blasonati, John Newton Cooper - il celebre ingegnere, pilota e costruttore di auto da corsa che nel 1961 inventò la prima variante 'pepata' della Mini - sarebbe soddisfatto della 'sua' Cooper SE 100% elettrica. Nessuno, allora, avrebbe immaginato di vedere la targhetta con questo celebre brand sulla coda di una vettura spinta esclusivamente da batteria, così come nessuno si sarebbe mai aspettato di trovare una denominazione Turbo S in una Porsche (la Taycan elettrica) che di sovralimentato in senso tradizionale non ha davvero nulla. Ma i tempi cambiano e lo fanno - se si parla di elettrificazione della mobilità - con la stessa rapidità con cui una piccola auto premium, come appunto la Mini, diventa una sportiva a impatto zero (alla ruota). Un lungo e articolato test su strade urbane, percorsi di campagna e autostrade ci ha permesso di valutare questa elettrica di ultima generazione offerta a partire da 33.900 euro senza calcolare gli incentivi.



E il giudizio su questa cura Cooper del terzo millennio è più che positivo e in linea co n il DNA del brand, grazie ad un propulsore da 135 kW (che corrispondono nel mondo dei motori termici a 184 Cv) e soprattutto capace di scatenare appena di schiaccia l'acceleratore 270 Nm di coppia. Nella Mini Cooper SE il trasferimento della potenza alle ruote anteriori avviene tramite riduttori monostadio e differenziale integrato, con un comando (simile a quello di una Mini con cambio automatico) che permette di selezionare fra D, N, P e R. L'energia per spingere i 1.365 kg (solo 145 kg in più rispetto alla Cooper S 3 Porte benzina Steptronic) della prima Mini 100% elettrica è fornita da celle agli ioni di litio suddivise in 12 moduli che formano un'unità a forma di T posizionata nel pianale del veicolo, fornendo un contenuto energetico lordo di 32,6 kWh. Per consentire questa modifica l'auto risulta più alta di 3 cm rispetto alla Mini tradizionale, ma il baricentro si è spostato in basso di altri 3 cm, a tutto vantaggio della tenuta di strada. L'alloggiamento della batteria ad alta tensione è protetto da una solida piastra mentre i componenti dell'azionamento elettrico vengono riparati da soluzioni strutturali specifiche e vengono disattivati immediatamente in caso di collisione. Nessun problema poi per 'rifornimento' della Mini Cooper SE: si viene guidati da una apposita funzione nel navigatore o da una App sullo smartphone. Il pieno di energia si effettua da prese domestiche, colonnine di ricarica pubblica (nel nostro caso abbiamo trovato comodo sfruttare la possibilità offerta da una nota catena di supermercati, con allacciamento gratuito) o ancora stazioni rapide fino a 50 kW. Per le abitazioni o gli uffici è disponibile anche una specifica wallbox privata che eroga fino a 11 kW. I tempi di ricarica variano dai 35 minuti con corrente continua a 50 kW a 4,2 ore con corrente alternata a 7,2 kWL'autonomia varia evidentemente a seconda dell'uso che si fa della Mini Cooper SE: rispetto a quella dichiarata di 261-270 km (omologazione NDEC) nel test abbiamo ottenuto un valore medio di 192 km, con punte più interessanti in città (225 km) e più contenute in autostrada (174 km). Ma, dopo un minimo periodo di assuefazione, si impara a sfruttare al massimo il recupero dell'energia, per aumentare l'autonomia. Lo si fa selezionando - attraverso una levetta a destra di quella gialla on-off - l'intensità di intervento del sistema di frenata rigenerativa. Due le posizioni: Green che è meno 'invasiva' che riduce la velocità di 0,11 m/sec e una più accentuata Green + che arriva a 0,19 m/sec. Con un pulsante sul tunnel centrale si seleziona invece la funzione one-pedal che elimina l'uso del freno con il piede e trasferisce la frenata all'acceleratore usando quella rigenerativa.Inutile dire che l'autonomia effettiva viene influenzata dallo stile di guida e dalla ricerca (spesso inutile) delle prestazioni. La velocità massima è già limitata dal costruttore a 150 km/h (forse sarebbe meglio qualcosina in più) mentre l'intensità dello scatto è 'autogestita' dal guidatore. Senza badare alla batteria si va da 0 a 60 km/ in soli 3,5 secondi e da 0 a 100 in 7,9. E la ripresa, che non è influenzata dal cambio (visto che non esiste) è altrettanto fuliminea. Ciò che però non va mai dimenticato quando si vive appieno il go-kart feeling della Mini Cooper SE è che non si corre per abbassare i tempi, ma per battere i consumi di kW, un traguardo questo che è davvero green.

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