Dispositivi anti abbandono, 7 su 10 non ancora in regola

Da marzo sanzioni ma emergenza sanitaria rallenta procedure

Redazione ANSA MILANO

Riprende la circolazione, anche in auto, dopo il lockdown, ma sui dispositivi di sicurezza per bambini in molti non sono ancora in regola. Il dato è quello che emerge da una ricerca dedicata ai sistema di sicurezza anti abbandono effettuata da Bluon, la start up milanese che ha ideato il dispositivo per bimbi in auto MyMi, compatibile con ogni tipo di seggiolino e con tripla sicurezza. Lo scorso 6 marzo, prima che tutto si interrompesse, sono scattate le sanzioni per gli automobilisti sprovvisti di dispositivi anti-abbandono, che viaggiano con a bordo bambini di età inferiore a 4 anni e con la sua indagine Bluon è tornata a fare il punto della situazione. E così si scopre che l'attenzione alla sicurezza in auto, dopo il Coronavirus, si è un po' allentata e che ben 7 persone su 10 non sono ancora in regola e non si sono ancora dotate dei sistemi anti-abbandono, pur conoscendo la legge e nonostante l'auto privata risulti adesso il mezzo preferito, perché più sicuro per evitare i contatti con le altre persone. In merito agli incentivi fiscali inizialmente comunicati dal Governo, se più della metà sta ancora valutando di farne richiesta, c'è chi non conosce questa possibilità e persino chi non è riuscito a portare a termine la procedura. Di contro, anche se nelle prossime settimane si tornerà soprattutto a trovare congiunti e amici e c'è voglia di spazi all'aperto, di parchi e aree verdi, si è molto attenti all'igiene e alle pratiche di prevenzione anche nell'abitacolo dell'auto. La maggior parte delle mamme e dei papà intervistati ha comunque paura a muoversi con i propri figli. Se da una parte è forte il desiderio di evasione dopo il lungo periodo di blocco, secondo la ricerca ben il 65 per cento del campione ha paura di tornare alla normalità e teme che la ripresa massiccia degli spostamenti possa comportare rischi per la salute dei propri figli. Una notevole preoccupazione che si rispecchia sulla decisione, quasi unanime, di eleggere l'auto privata come mezzo ideale per portare in giro i propri bambini, preferito agli altri perché più sicuro nell'evitare occasioni di contatto con altre persone e, quindi, di contagio. La ritrovata centralità dell'auto nella vita familiare deve però tenere in considerazione tutte le normative in materia di sicurezza per i bambini: una tra tutte, la legge sui dispositivi anti abbandono e sulle relative sanzioni in vigore dal 6 marzo scorso. Se difatti nella precedenteanalisi di MyMi di inizio marzo l'88 per cento delle famiglie non si era ancora attrezzata acquistando un sistema anti-abbandono, ma il 71 per cento si diceva comunque intenzionato a farlo entro i tempi previsti, il dato che spicca oggi è che ben 7 famiglie su 10 siano ancora sprovviste del dispositivo, complice il blocco totale della circolazione durato sino a pochi giorni fa. "A più di due mesi di distanza dall'ultima nostra indagine per il lancio sul mercato di MyMi, dobbiamo fare i conti con un radicale cambiamento dello scenario - ha dichiarato Paco Simone, Founder & CEO di bluon - dettato dall'emergenza sanitaria subita e dal lockdown, che ha rimesso totalmente in gioco le priorità di ciascuno. L'arrivo imminente dell'estate rappresenta un momento cruciale per garantire la sicurezza dei più piccoli ed evitare le conseguenze tragiche di un'amnesia dissociativa. È per via del prolungato lockdown se il bonus statale è a tutt'oggi ancora disponibile, ma sappiamo che ora, con la riapertura delle attività, sta rapidamente tornando a esaurirsi".

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