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Ventidue anni di Cheese, dal '97 nuova era formaggi italiani

Dal modello francese alle battaglie contro il latte il polvere

TORINO ANSAcom

Ventidue anni di 'Cheese' hanno fatto riscoprire un mondo che rischiava di sparire, quello dei formaggi artigianali, portando le storie dei produttori, delle loro piccole aziende e dei territori al grande pubblico, e permettendo che le tematiche approdassero sul tavolo delle istituzioni.

- AL DEBUTTO IL MODELLO FRANCESE - Si comincia nel '97. "Per organizzare la prima edizione - ricorda Gigi Piumatti, presidente di Slow Food Promozione - abbiamo attraversato la Francia, grazie alla sua fama internazionale nel settore dei formaggi artigianali, in lungo e in largo, raccontando la nuova avventura che volevamo intraprendere. Riuscimmo a portare a Bra 80 formaggi d'Oltralpe per lo più sconosciuti al grande pubblico. E ancora oggi la Francia è uno tra i paesi più rappresentati a Cheese".

- BATTAGLIA PER IL LATTE CRUDO - Nel 2001 Slow Food consegna al commissario europeo per l'Agricoltura il Manifesto a Difesa del formaggio a latte crudo, firmato da centinaia di migliaia di firme in tutto il mondo. "Si è trattato davvero di una grande operazione - ricorda Carlo Petrini, presidente di Slow Food - Il tema del latte fu accolto come la battaglia per eccellenza consentendo a Slow Food di spalancare le porte a un universo di piccole produzioni artigianali che sino a quel tempo erano vissute in semiclandestinità e contribuendo a fornire ai consumatori conoscenza e piacere gastronomico".

- CHEESE SI ALLARGA A EST - La geografia di Cheese si è man mano allargata. Nell'edizione del 2007 è la volta dei paesi dell'Est europeo, Romania e Bulgaria in particolare, ma anche la Turchia, riscoprendo grandi tradizioni di pastorizia.

- NO AL LATTE IN POLVERE - La battaglia successiva è stata quella del latte crudo, contro l'uso del latte in polvere. Nel 2015 il governo italiano avrebbe dovuto esprimersi, in ambito europeo, sulla possibilità di usarlo. E l'edizione di Cheese era pochi giorni la scadenza fissata dalla Ue. "La mobilitazione di Slow Food portò alla raccolta di 150 mila firme, per dire NO ai formaggi prodotti con latte in polvere, sulla piattaforma Change.org e attraverso la rete associativa di Slow Food italiana e internazionale. E in Italia venne mantenuta la legge che bandisce il latte in polvere dai nostri caseifici, al contrario di ciò che succede in altri Paesi", ricorda Serena Milano, responsabile Fondazione per la Biodiversità onlus.

- A DIFESA DEI FERMENTI NATURALI - L'asticella si alza ancora e il leit motiv del 2019 è la battaglia per i fermenti naturali: "La battaglia si fa ancora più dura - sottolinea Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità - perché i fermenti non sono evidenti, agiscono sottotraccia, eppure sono fondamentali: se perdiamo, tutti gli sforzi sono stati vani".

In collaborazione con:
Slow Food

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