A Montepulciano si torna a vendemmiare ad ottobre

Consorzio, arrivi presto dicitura Toscana, no vendite sottocosto

di Alessandra Moneti MONTEPULCIANO

(ANSA)  - Dopo raccolte anticipate per l'andamento climatico, quest'anno la vendemmia a Montepulciano tornerà a un calendario tradizionale per le uve a bacca rossa del distretto vinicolo senese: ottobre. E' quanto emerso in occasione della diciassettesima edizione del premio "A Tavola con il Nobile", il concorso enogastronomico promosso dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano in collaborazione con il Magistrato delle Contrade. La pioggia prolungata per tutto il mese di maggio ha portato, come precisato dai vignaioli toscani, a un ritardo nell'invaiatura che dovrebbe portare alla piena maturazione delle uve all'inizio di autunno.

L'attesa di una buona raccolta si accompagna, come sottolineato dal coordinatore del Consorzio Paolo Solini, a un momento vivace del mercato fondiario, con quotazioni che hanno raggiunto i 120mila euro a ettaro per il Nobile e 70mila per il Rosso di Montepulciano, e una buona ripresa degli investimenti nella proprietà delle aziende vinicole da parte di stranieri e non solo.

"Ce la mettiamo tutta - ha detto il presidente del Consorzio, Andrea Rossi - per promuovere le nostre produzioni e creare nuovi mercati. La Regione Toscana ha dato il via libera per la modifica del disciplinare del Vino Nobile, Rosso e Vinsanto di Montepulciano. Mi auguro che entro la fine dell'anno arrivi l'approvazione del Ministero dell'Agricoltura, cosicché in nostri vini potranno avere in etichetta la parola "Toscana" facendo più chiarezza soprattutto nei mercati esteri. Sarà un passo in avanti storico nei confronti del consumatore".

Intanto però, ha detto Solini, "le aziende non dovrebbero vendere vino imbottigliato a prezzi svilenti. La libertà di mercato è sacrosanta, ma non deve far male alle persone. Nessuno perciò dovrebbe mai vendere sotto il costo di produzione, facendo semmai fissare da un ente diverso questo tetto minimo, perché listini troppo bassi fanno male a tutta la filiera. Semmai chi lo fa, lo deve dichiarare che si tratta di una svendita. Va dunque introdotto un ragionamento a tutela della prima denominazione ad aver adottato la fascetta di Stato con una produzione di 10 milioni di bottiglie che deve ottenere prezzi congrui sapendo raccontare le qualità di territorio. Su 2200 ettari vitati, solo i migliori 1200 ettari vengono destinati al Nobile di Montepulciano". Oggi sullo scaffale la media dei prezzi va dai 16 ai 22 euro per il Nobile; dai 20 ai 35 per la Riserva.(ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA