Vino: archivio e biblioteca Uiv riconosciuti "beni culturali"

A Milano documenti dal 1895 a oggi, al via digitalizzazione

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Sono "beni culturali" l'archivio e la biblioteca di Unione italiana vini (Uiv), a Milano negli uffici via San Vittore al Teatro, dove ha preso il via la digitalizzazione dei documenti storici dal 1835 ai giorni nostri. L'ingresso nel patrimonio dei beni culturali è stato stabilito con Decreto n. 17 del primo luglio 2020 della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia che ne ha riconosciuto l'unicità del valore storico e culturale "in quanto viva testimonianza della storia dell'enologia […] e della comunicazione di un'impresa a livello nazionale e internazionale, che ha attraversato l'intero Novecento fino ai giorni nostri". .

Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: "Questo riconoscimento è un primo traguardo nell'opera di valorizzazione del ruolo che la nostra associazione ha rivestito nel sistema Italia in 125 anni di lavoro, un'operazione strategica che fa da specchio alla nostra attività sociale e politica e un asset economico per tutti i nostri associati. L'archivio e la biblioteca sono e saranno sempre più in grado di garantire una gestione efficiente e risparmiosa della documentazione, ma non solo - ha aggiunto Castelletti -: potranno rappresentare dei "serbatoi" culturali da cui attingere per operazioni di brand heritage, marketing e comunicazione".

L'archivio Uiv consiste in circa 160 metri lineari e vanta un patrimonio documentale che va dal 1895 ai giorni nostri. Tra le carte più antiche, i volumi manoscritti con i verbali del Consiglio e delle Assemblee, le circolari e dei comunicati diffusi tra il 1920 e il 1933, e le schede di adesione all'Unione dal dopoguerra fino ad oggi. 

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