Grottesche e tendaggi, nuova luce sulla loggia di Galatea

Per 500/o Raffaello, intervento riguarderà parti decorative

di Daniela Giammusso ROMA

Trionfo di bellezza e arte, con quella ninfa Galatea dai tratti delicati del viso, come li immaginava Raffaello, ma il corpo rigoglioso e la conchiglia cocchio trainata dai delfini. E poi l'oroscopo di Baldassarre Peruzzi e il Polifemo, lo sgraziato innamorato di Galatea, o le lunette con le Metamorfosi di Ovidio di Sebastiano del Piombo.
Dopo la Loggia di Amore e Psiche, le Scuderie e i più recenti interventi nella Sala del Fregio, nella Galleria delle Grottesche e nella Saletta pompeiana, anche la celeberrima Loggia di Galatea, voluta ai primi del Cinquecento dal ricco banchiere Agostino Chigi per ospitare feste e banchetti nella sua villa sulle rive del Tevere, accoglie da oggi una nuova fase di restauri, grazie alla collaborazione, ormai consolidata dagli anni '50, tra l'Accademia dei Lincei e l'Istituto Centrale per il Restauro.
Villa Farnesina, racconta Alessandro Zuccari, socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei, "era non solo un deposito di meravigliose opere d'arte, ma un luogo di studio in quel Rinascimento di cui Raffaello fu protagonista assoluto. Da questa villa, la diaspora dei suoi allievi portò il suo linguaggio nelle corti di tutta Europa". Una villa, che è ancora oggi "modello di sintesi delle arti - aggiunge il direttore dell'ICR, Luigi Ficacci - che per la prima volta mette la natura dentro l'architettura, crea un'armonia con il paesaggio e le decorazioni pittoriche. E' il simbolo della nuova Roma esemplare di Papa Giulio II e Leone X".
La Loggia di Galatea, come tutta la villa, ha conosciuto poi nel tempo usi, stili e mani diverse, dai paesaggi inseriti nel '700 agli interventi ottocenteschi per riempire gli spazi rimasti ancora privi di decorazioni sotto il duca di Ripalta, Ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede. Il nuovo cantiere, al via da oggi e avanti fino in autunno, arriva in coda a quello che avrebbe dovuto essere l'anno delle grandi celebrazioni per il cinquecentenario della scomparsa del Maestro urbinate e dopo una fase di studio nella Loggia che ha già rivelato segreti preziosi. Come il blu egizio, primo colore artificiale della storia, il cui uso si era perso dopo la fine dell'Impero romano e di cui Raffaello riscoprì la ricetta, usandola per donare quel tocco speciale agli occhi della bella Galatea, ma anche al cielo e al mare del suo ritratto.
Con un budget di 300 mila euro, il nuovo restauro è stato finanziato dal Mibact attraverso il Fondo degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato per lo sviluppo del Paese e riguarderà specificatamente la parte decorativa dell'ambiente. I pennelli e gli strumenti all'avanguardia delle due squadre di cinque allievi e un docente dell'Icr si concentreranno quindi sul recupero e consolidamento delle paraste rivestite di ricchissime grottesche, dei finti tendaggi della parte bassa delle pareti, delle lunette in alto sotto la volta.
E per una volta si coglierà il buono di un cattivo anno. "I lavori - dice Ficacci - proseguono la continuità di studio dell'Icr nella villa. Basti pensare che una delle docenti era allieva al tempo dell'intervento nella Loggia di Amore e Psiche.
La calma di cui godremo, poi, sarà ancora più occasione di approfondimento e studio".
Soprattutto, aggiunge Zuccari, "sarà un restauro critico.
Cercherà di recuperare quanto più possibile dell'epoca di Chigi, soprattutto i colori, ma senza ignorare le sovrapposizioni arrivate nel tempo. E chissà quali sorprese potrà restituirci.
Abbiamo anche aspettative conoscitive e di attribuzione - dice -. I ponteggi, ad esempio, ci permetteranno di esaminare meglio la testa monocromatica attribuita a Peruzzi per verificarne l'esattezza".
Rinviata invece di due anni, fino al 2023, causa pandemia, la grande mostra che per la prima volta riporterà a Villa Farnesina la preziosissima collezione di sculture raccolte al tempo da Agostino Chigi. (ANSA).

   

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