Egitto: Amnesty, le pressioni pagano, agire per Zaky

Noury: Trump ha insistito per Amashah, e Conte per Patrick?

"Certo 500 giorni di carcere per uno studente che aveva solo innalzato un cartello per chiedere la libertà per i prigionieri è un tempo enorme, però questa storia ci insegna che le pressioni a un certo punto pagano". Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, commenta all'ANSA la scarcerazione di Mohamed Amashah, cittadino con doppia cittadinanza Usa ed egiziana, detenuto senza processo in Egitto, e rinnova l'appello al Governo italiano affinché prema col Cairo per la liberazione di Patrick George Zaky.

Il presidente americano Donald Trump, continua Noury, "è riuscito a far scarcerare un cittadino egiziano e americano. Speriamo che Giuseppe Conte, che vanta e rivendica rapporti ottimi con Al Sisi, riesca a fare molto prima per ottenere la scarcerazione di un cittadino egiziano e onorario bolognese".

Zaky, studente 29enne egiziano iscritto a un master all'Università di Bologna, è in carcere in Egitto per reati d'opinione da più di 150 giorni, da inizio febbraio. La prossima udienza per il rinnovo o meno della detenzione, dopo estenuanti rinvii spesso senza nemmeno la presenza degli avvocati, sarebbe fissata al 12 luglio. Nei giorni scorsi l'Egitto ha annunciato una grazia per 530 detenuti per decongestionare le carceri e Amnesty chiede che il Governo italiano faccia pressione affinché lo studente dell'Alma Mater possa beneficiarne. Pochi giorni fa alla famiglia del ragazzo è stata recapitata una sua lettera dal carcere: "Sto bene, mi mancate, tornerò libero", ha scritto.

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