Ue e Bei, 2,8 miliardi di fabbisogno creditizio nell'agroalimentare

A pesare anche un'insufficiente specializzazione delle banche

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - La mancanza di competenze finanziarie e di sistemi contabili adeguati nelle aziende agricole italiane, un ricambio generazionale troppo lento e un insufficiente livello di specializzazione delle banche in agricoltura creano fino a 1,3 miliardi di fabbisogno finanziario nel settore. Per le imprese agroalimentari si sale fino a 1,5 miliardi di euro, in particolare prestiti a lungo termine per le Pmi. Sono le conclusioni del rapporto 2020 sui bisogni finanziari in agricoltura e agroalimentare realizzato dalla Banca europea degli investimenti e dalla Commissione europea.

Tra le raccomandazioni del rapporto per le aziende agricole, l'opportunità di combinare un accesso facilitato agli strumenti finanziari con assistenza tecnica agli agricoltori. Per le Pmi agroalimentari, si vede la possibilità di creare fondi azionari centralizzati in modo da consentire economie di scala anche alle imprese più piccole.

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