Foibe: Tarticchio,conoscere prima che ricordare

Piana, stroncare sul nascere ogni tipo negazionismo

 "Tra il 1943 e il 1945 nella prima e seconda ondata di infoibamenti ho perso sette familiari, noi testimoni della tragedia stiamo invecchiando e ci stiamo estinguendo, mi domando chi ricorderà dopo che ce ne saremo andati". Sono le parole dello scrittore Piero Tarticchio, presidente del Centro di cultura Giuliano-Dalmata, stamani a Genova a margine della seduta solenne del Consiglio regionale della Liguria per il Giorno del Ricordo, dedicata ai morti delle foibe e all'esodo giuliano dalmata. Presenti il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci.
    Tarticchio nel suo intervento ha ricordato la morte un mese fa di Giuseppe Comand, l'ultimo testimone diretto che nell'autunno 1943 con i vigili del fuoco di Pola si calò nelle foibe per recuperare alcune salme. "Ai giovani dico che bisogna conoscere prima di tutto e poi ricordare, - commenta Tarticchio - purtroppo la storia delle foibe è stata insabbiata e avvolta nel silenzio di Stato per cinquantasette lunghissimi anni". "Lo scopo dei Consigli straordinari solenni è stroncare sul nascere ogni tentativo di negazionismo, - sottolinea il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana - purtroppo ci sono sempre tentativi di negare tragedie che coinvolsero l'Europa e l'Italia, noi vogliamo ricordarle anche attraverso l'impegno dei giovani coinvolti in un concorso". (ANSA).
   

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