Progetto Recagri, canapa al top anche per no food

Insieme pubblico e privato per prototipo per lavorare fibra

(ANSA) - FABRIANO (ANCONA), 27 OTT - Pubblico e privato insieme per dar vita a una rete tesa alla valorizzazione industriale della canapa. Il progetto, denominato Recagri (acronimo che sta per Rete Canapa Agricola) propone la coltivazione della canapa come una moderna chance economica per una produzione multifunzionale. Il progetto è stato finanziato con 400mila euro dalla Regione Marche con i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, l'obiettivo è la piena valorizzazione della canapa per un suo utilizzo no-food, oltre che per quello alimentare. L'iniziativa prevede, tra l'altro, la realizzazione di un impianto sperimentale di lavorazione della fibra della canapa a beneficio del settore tessile, di quello della plastica, della bioedilizia e della carta. A lavorare su questo progetto - con l'Azienda agricola Trionfi Honorati di Jesi come soggetto capofila - sono le Università Politecnica delle Marche e l'Università di Camerino, aziende dei settori produttivi interessati, la Confederazione Italiana Agricoltori, l'Enea e i Comuni di Fabriano e Jesi. Il prototipo che si intende sviluppare è un impianto di decorticazione multifunzionale a servizio di un areale di coltivazione medio piccolo. Le competenze degli enti universitari e di ricerca e l'interesse di alcune aziende marchigiane nella sperimentazione della materia prima che sarà fornita permetterà di sviluppare un piano di lavoro al termine del quale saranno diffusi i risultati raggiunti a beneficio di ulteriori aziende agricole o dei settori no-food interessati ad entrare in una delle filiere previste. Più in particolare, la fibra di canapa, a seconda della sua lavorazione, può essere impiegata nell'industria tessile per abbigliamento, calzature e complementi di arredo, nella carta per la realizzazione di un prodotto a basso impatto ambientale, nella bioedilizia per mattoni, intonaci e isolanti, nel settore della plastica per biopolimeri. Insomma, una varietà di opportunità che si aggiungono a quelle agroalimentare per olio, bevande, prodotti nutraceutici o farine e loro derivati e per olii ed estratti per cosmesi e farmaceutica. I Comuni di Fabriano e Jesi non intervengono direttamente nella fase operativa, ma hanno offerto il loro supporto istituzionale, dando la disponibilità di contribuire alla divulgazione delle conoscenze del progetto e dei risultati finali. Entro l'estate 2022 l'inizio delle sperimentazioni in campo. (ANSA).
   

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