Papa, "essere indifferenti fa vedere complotti ovunque"

"Con il Covid maggiore sobrietà e attenzione a chi ha bisogno"

    "Cerchiamo di ricavare del bene anche dalla situazione difficile che la pandemia ci impone: maggiore sobrietà, attenzione discreta e rispettosa ai vicini che possono avere bisogno, qualche momento di preghiera fatto in famiglia con semplicità. Queste tre cose ci aiuteranno tanto". E' l'invito che, al termine dell'Angelus, papa Francesco rivolge augurando a tutti "un buon cammino di Avvento", da lui definito "tempo di attesa e di speranza".

    E se anche non li cita in modo esplicito, quello che il Pontefice traccia nella messa in San Pietro con i nuovi cardinali è un preciso ed efficace ritratto dei "complottisti" e dei "negazionisti" anti-Covid, che oggi tanto imperversano anche sui social. Per Francesco, infatti, è "il sonno dell'indifferenza", il disinteressarsi della sorte degli altri, a far scendere "la notte nel cuore", a rendere vittimisti e a far vedere "complotti" ovunque.

    Nell'omelia della messa concelebrata all'Altare della Cattedra con 11 dei 13 cardinali nominati nel Concistoro di ieri (i due asiatici non hanno potuto raggiungere Roma a causa della pandemia), in presenza solo di una trentina di altri porporati e un centinaio di fedeli per le restrizioni anti-Coronavirus, il Pontefice mette dapprima in guardia dal "sonno della mediocrità", e poi da "un secondo sonno interiore: il sonno dell'indifferenza".

    "Chi è indifferente vede tutto uguale, come di notte, e non s'interessa di chi gli sta vicino - sottolinea -. Quando orbitiamo solo attorno a noi stessi e ai nostri bisogni, indifferenti a quelli degli altri, la notte scende nel cuore. Il cuore diventa oscuro". "Presto si comincia a lamentarsi di tutto, poi ci si sente vittime di tutti e infine si fanno complotti su tutto - osserva -. Lamentele, senso di vittima e complotti. È una catena". E non a caso, proprio sull'atteggiamento di "indifferenza" in questo tempo di pandemia, aggiunge: "Oggi questa notte sembra calata su tanti, che reclamano per sé e si disinteressano degli altri".

    "Come ridestarci da questo sonno dell'indifferenza? Con la vigilanza della carità", afferma Francesco, perché "la carità è il cuore pulsante del cristiano: come non si può vivere senza battito, così non si può essere cristiani senza carità". "A qualcuno sembra che provare compassione, aiutare, servire sia cosa da perdenti! In realtà è l'unica cosa vincente, perché è già proiettata al futuro", avverte, dal momento che "è con le opere di misericordia che ci avviciniamo al Signore".

    Il Papa riconosce che "ora non viviamo nel giorno, ma nell'attesa del giorno, tra oscurità e fatiche. Il giorno arriverà quando saremo con il Signore". "Arriverà, non perdiamoci d'animo: la notte passerà", incoraggia. Ed esorta a "non lasciarsi sopraffare dallo scoraggiamento, e questo si chiama vivere nella speranza". E davanti ai nuovi cardinali - tra cui il drappello dei sei italiani Marcello Semeraro, Paolo Lojudice, Mauro Gambetti, Silvano M. Tomasi, Raniero Cantalamessa ed Enrico Feroci - non manca un'annotazione finale anche contro certi "carrierismi".

    "Se siamo attesi in Cielo, perché vivere di pretese terrene? - chiede Bergoglio - Perché affannarci per un po' di soldi, di fama, di successo, tutte cose che passano? Perché perdere tempo a lamentarci della notte, mentre ci aspetta la luce del giorno? Perché cercare dei 'padrini' per avere una promozione e andare su, promuoverci nella carriera? Tutto passa".

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