• Dott. Yuri Macrino: «Mammella tuberosa: come riconoscerla e come correggerla con la chirurgia»
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Dott. Yuri Macrino: «Mammella tuberosa: come riconoscerla e come correggerla con la chirurgia»

Pagine Sì! SpA

Simbolo di femminilità, il seno ha da sempre ispirato artisti e poeti che ne hanno decantato e raffigurato la bellezza in opere rimaste immortali nei secoli. Col tempo, i canoni estetici sono mutati secondo le mode e le tendenze, ma un seno armonioso è sempre un innegabile punto focale di fascino, tanto che al giorno d’oggi gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica del seno sono tra i più richiesti. Parlare di mastoplastica additiva o riduttiva è diventato di uso comune, ma un problema poco conosciuto che affligge sempre più donne è quello della mammella tuberosa: una malformazione che può essere corretta intervenendo chirurgicamente per dare nuova vita al seno.

Chi ha affinato la propria tecnica nella chirurgia di questa specifica problematica è il dottor Yuri Macrino, noto chirurgo plastico romano, operante nelle maggiori città italiane con il proprio staff: «Si tratta di una malformazione caratterizzata da uno sviluppo anomalo e irregolare della ghiandola mammaria, che assume una forma oblunga e stretta detta tuberosa, non consona ai nostri canoni di bellezza tanto da cagionare, nella donna, problemi psicologici e una diminuzione dell’autostima. Il trattamento chirurgico è l’unico modo per correggere questa irregolarità e restituire alla mammella una forma bella e corretta».

Il primo passo da compiere per affrontare questa problematica è richiedere il parere di un professionista: trattandosi di un intervento sulla ghiandola mammaria è sempre consigliabile affidarsi a un chirurgo esperto, fine conoscitore di questo ambito, e che soprattutto sia in grado di identificare la malformazione anche quando è poco visibile. «Questo sviluppo anomalo della mammella non è sempre evidente e a volte anche un seno che alla vista sembra normale può presentare un accenno di tuberosità: il professionista esperto è l’unico che sa riconoscere il problema mettendo in campo la propria competenza».

Eseguita la diagnosi, resa edotta la paziente dell’iter da seguire, dei tempi e delle modalità di intervento si procede quindi con l’operazione per correggere in maniera adeguata l’anomalia.

«È un intervento atto a ristrutturare completamente la ghiandola, prima isolandola dalla cute e dal muscolo, poi modellandola al suo interno in maniera che si possa espandere. Parliamo quindi di un intervento molto articolato e complesso, tanto più che le mammelle spesso si presentano non soltanto tuberose, ma anche ipoplasiche o asimmetriche. Chirurgicamente, nel caso di un seno ipoplasico sono necessari l’espansione ghiandolare e l’inserimento di protesi, preferibilmente anatomiche o ergonomiche, nel caso di seno abbondante, invece, si può valutare un intervento di mastopessi senza protesi, rimodellando solo la ghiandola. Dopo il primo intervento a volte è opportuno intervenire ancora per raggiungere l’optimum, spesso con un piccolo intervento di lipofilling che, aggiungendo al contorno della protesi e del seno espanso un po’ di grasso, lo rende ancora più naturale».

Rivolgersi a uno specialista del settore vuol dire anche non dover correre ai ripari in un secondo tempo per correggere un lavoro eseguito male da chi, per poca esperienza o limitata conoscenza della malformazione, non l’ha identificata al momento della diagnosi, creando disagi a una paziente già delusa o demotivata.

www.yurimacrino.com

Responsabilità editoriale:
Pagine Sì! SpA


Modifica consenso Cookie