Komagata,come nascono le mie forme d'arte

Pluripremiato designer giapponese si racconta a Cagliari

Primo cartoncino in bianco e nero per creare un contatto visivo con la figlia appena nata. Forme d'arte che richiamavano i seni della mamma, forte richiamo per la bambina. Così Katsumi Komagata, pluripremiato e poetico designer giapponese, ha raccontato in un incontro a Cagliari come sono nati i suoi primi lavori. "Non avevo idea di come si dovesse comportare un padre con una figlia - ha detto con molta tenerezza - e sono partito dai disegni".
    Dal bianco e nero si è passati presto al colore. Una sorta di pedagogia artistica molto semplice con forme sempre più complesse: mele rosse, uccelli blu, farfalle gialle. È la base dei dieci libri Petit yeux, gioielli semplici semplici. Ma pieni di fantasia. "Creavo i miei libri sulla base della crescita di mia figlia", ha raccontato. Molta attenzione, in generale, alle nuove generazioni. E infatti questa mattina Komagata ha lavorato e creato insieme ai ragazzi del Liceo Artistico di Cagliari. Un grande che sta bene anche con i più piccoli.
    Komagata, considerato l'erede del progetto artistico e didattico di Bruno Munari e che nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell'allestimento "Century of the child: growing by design 1900-2000", è stato ospite di una giornata di incontri e laboratori organizzata dallo Sportello Proprietà Intellettuale di Sardegna Ricerche, nell'ambito della mostra "Ri-Creazione" in scena fino al 15 dicembre negli spazi di Sa Manifattura.
    Una mostra che ha scelto di raccontare l'universo dei giochi da un punto di vista speciale: quello della loro creazione e del loro pensiero inventivo. E il percorso di creazione è stato riproposto anche nell'affollata sala al primo piano di Sa Manifattura. Con l'artista che ha mostrato e spiegato i particolari delle sue opere, entrando nei dettagli. Komagata ha raccontato come anche la fase adolescenziale della figlia sia stata in qualche modo decisiva per la sua produzione. "Come capita a quell'età si è creato un po' di distacco da parte sua e non c'era più possibilità di fare libri per lei".
    Ed è stata la svolta per passare ad altro: l'ideazione di libri tattili per bambini non vedenti. Volumi che si aprono e pendono forme a tre dimensioni. Non solo. Si è dedicato anche alla creazione di opere per le persone che non percepiscono con esattezza i colori. Raccontando con poesia i suoi tentativi per avvicinarsi anche a questo mondo.
    Moon phase è la sua ultima produzione. È in fase di stampa in Giappone ed è dedicato ai bambini daltonici. Un volume pieno di forme e colori spettacolari. Storie che ritornano: "Ora mia figlia - ha scherzato l'artista - ha trent'anni e ha avuto una figlia: posso di nuovo lavorare con un neonato".
   

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