Covid: Pd, protocollo Bitti da esportare in tutti i Comuni

Tamponi rapidi e medici al sicuro, ecco il modello Ciccolini

Il Protocollo Bitti piace al Pd. Il modello adottato dal sindaco Giuseppe Ciccolini per fronteggiare la seconda ondata di Covid - memore di quanto accaduto la scorsa primavera con il focolaio nella casa di cura - convince il partito di opposizione, che ora si appella alla Regione per estendere il protocollo in tutti i Comuni della Sardegna. "Si tratta di un modello vincente - spiega il capogruppo dem in Consiglio regionale Roberto Deriu, primo firmatario di una interpellanza ad hoc - poiché finora il tracciamento dei soggetti positivi al Covid e l'individuazione dei contatti diretti ad essi correlati è risultato essere carente, in quanto i servizi competenti dell'Ats non riescono a soddisfare le richieste provenienti da tutto il territorio regionale. Il recupero di una dimensione d'intervento che parta dalla persone e che trovi la prima risposta su livello comunale, è particolarmente adatto ad essere sviluppato in un ambiente come quello dei comuni sardi".

Il protocollo si articola in undici punti. Attivato anzitutto l'ambulatorio comunale per i test antigenici effettuati da personale medico e infermieristico convenzionato col Comune. Al centro del sistema ci sono medici di medicina generale e pediatra di libera scelta che, oltre a comunicare alla Assl i casi individuati dai tamponi rapidi, seguiranno i pazienti nel caso in cui l'Ats non disponga tutte le azioni nei termini previsti dalla normativa. I medici disporranno quarantena o isolamento fiduciario dei pazienti, facendoli controllare con tamponi rapidi nell'ambulatorio comunale o con quelli molecolari nelle strutture convenzionate per certificare la fine della malattia. Così i medici di famiglia non dovranno occuparsi del tampone, compito dell'ambulatorio comunale, e non avranno contatti diretti con eventuali positivi. I casi più gravi andranno segnalati all'Usca.

Viene poi istituito poi il coordinamento di sanità locale, presieduto dal sindaco: ne fanno parte, volontariamente, i medici di Bitti, compreso personale veterinario, infermieristico e amministrativo o altre figure sanitarie, anche in pensione. Suo compito sarà monitorare l'andamento della pandemia. Gli uffici comunali saranno protagonisti di ogni attività, dalla convenzione con il Mater Olbia per i tamponi molecolari al supporto delle attività sanitarie sul piano amministrativo e logistico, fino all'individuazione delle risorse per il Protocollo. Si punta sui test su bambini e ragazzi con la speranza di poter tenere aperte le scuole, e anche i bittesi di ritorno da determinate aree sono invitati a sottoporsi al tampone rapido nell'ambulatorio. Attenzione anche sugli anziani: la direzione sanitaria della casa alloggio Nostra Signora del Miracolo dovrà comunicare ai medici di base ogni caso sospetto nella struttura e il personale verrà periodicamente sottoposto a test.
   

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