Storia di un amore impossibile in Israele

Saraya e la relazione tra araba e ufficialessa israeliana

L'amore sbocciato fra una araba cittadina di Israele (Yasmine) ed una ufficialessa dell'intelligence militare (Or) - mentre nel 2014 a Gaza le forze armate israeliane erano impegnate in un confronto con Hamas - è al centro di un'opera che questa settimana ha attirato l'attenzione dei giudici del Festival internazionale di film Gay di Tel Aviv. 'Polygraph' (Lie detector), questo il nome del film della regista Samira Saraya, "descrive in maniera avvincente l'intersecarsi del politico col personale" hanno stabilito i giudici nell'assegnargli un attestato di encomio. Per chi vive in Israele la storia appare quasi inverosimile. In realtà, ha ammesso Saraya alla radio pubblica Kan, una love story del genere è molto improbabile nell'Israele attuale, "almeno finchè vi prevale la atmosfera di militarismo". Eppure, ha aggiunto, la storia del film è basata su una sua esperienza personale. Regista, sceneggiatrice, attrice e performer, Saraya ha avuto lei stessa una lunga relazione con un'ufficialessa delle forze armate israeliane. Cosa che a suo tempo indignò una sorella che risiede a Ramallah (Cisgiordania) e che quotidianamente attraversa posti di blocco militari. Come poteva Samira, le chiedeva, provare amore verso l'ingranaggio di un meccanismo che affligge chi è come lei ? Nel film Yasmine, una infermiera di 37 anni, ha una appassionata relazione con la più giovane Or. Ma un giorno arriva una telefonata: l'ufficialessa apprende che dovrà sottoporsi ad un test di routine del 'Polygraph' in cui la sua relazione intima con una araba non potrà che venire alla luce. La cortina di riserbo delle due amanti si incrina ancora di più quando la sorella di Yasmine scoprirà che essa ha una relazione con una militare di Israele, ossia "una assassina". Or rischia ora di vedere compromessa la sua carriera militare. Yasmine deve intanto misurarsi non solo con la sorella ma anche con la società da cui proviene, molto tradizionalista, ostile ad ogni forma di omosessualità. L'atmosfera si appesantisce, le tensioni diventano inevitabili. I giudici hanno molto lodato la potenza espressiva di Saraya e, nel ruolo dell'ufficialessa, quella di Hadas Yaron (l'attrice israeliana che in Italia ha girato 'Troppa grazia', di Gianni Zanasi). Saraya ricorda bene "la telefonata" che, nella sua vita reale, arrivò alla compagna di allora. In un primo momento se ne felicitò, sperò anzi che fosse espulsa dall'esercito. Subito dopo temette però che l'intelligence di Israele potesse sfruttare quella informazione intima per danneggiare lei, Samira. Dalla crisi di allora, si consola, ne è almeno uscito un film di circa 20 minuti. Se arrivasse un finanziamento adeguato, ha promesso, sarà felice di approfondire l'intrico delle relazioni fra Yasmine e Or.

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