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Imprese:Ey, per garantire sostenibilità servono innovazione e attenzione alle persone

Al Digital Summit di Capri confronti tra manager, imprese e istituzioni

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La tecnologia e l’innovazione sono sempre più importanti, ma per garantire la sostenibilità – ambientale e sociale – servono competenze e attenzione alle persone. Queste le riflessioni che hanno caratterizzato maggiormente la dodicesima edizione dell’Ey Digital Summit di Capri tenutosi quest’anno dal 4 al 6 ottobre. Non solo startup, rappresentanti delle istituzioni come la ministra dell’Innovazione Paola Pisano, professionisti della tecnologia e grandi manager delle telco come l’ad di Tim Luigi Gubitosi. Quest’anno ai confronti di Capri sono intervenuti, fra gli altri, anche il premio Nobel per la pace del 2006 Muhammad Yunus, una virologa italiana di fama internazionale come Ilaria Capua, il direttore finanziario del World Food Program Manoj Juneja e l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo. Dalla geopolitica al calcio, quindi, gli effetti dell’innovazione digitale sono stati scandagliati su tutti i settori interessati, con contributi trasversali e ricchi di spunti. "Nei nostri dibattiti continuiamo ad affrontare i temi che riguardano l'evoluzione delle nuove tecnologie, il 5G e l'intelligenza artificiale", ha detto l'amministratore delegato di Ey Italia, Donato Iacovone, aprendo la prima giornata del Summit. "Quest'anno, però, per la prima volta parleremo anche di sostenibilità dei modelli di business, non solo da un punto di vista ambientale ma anche e soprattutto sociale", ha sottolineato il manager. Dalla società, infatti, arrivano segnali d'allarme da tenere sotto controllo. "Nel 2018, 37 mila giovani hanno lasciato l'Italia. Un numero che aumenta e che non riusciamo a bilanciare, visto che non importiamo le stesse persone con le stesse lauree", ha avvertito Iacovone. Chi in Italia ci resta, pensa che con la digitalizzazione, sia il mondo del lavoro sia il concetto stesso di occupazione stiano attraversando una fase di mutamento profondo. Ecco perché "il 63% dei lavoratori ritiene che nei prossimi 10 anni la maggior parte di loro farà lavori che oggi non esistono e non sono ancora codificati, il 57% che le modalità tradizionali non esisteranno più". Questi i dati della ricerca Swg per Ey presentata al Digital Summit, in cui si evidenzia che le persone faticano a stare al passo con il cambiamento di competenze tecnologiche e culturali richieste dalla società contemporanea: "lo pensano 3 lavoratori e manager su cinque". In questo contesto, "l'80% dei lavoratori (il 97% dei top manager) pensa che la capacità di apprendere costantemente rappresenti oggi un requisito fondamentale, il 69% (l'80% dei top manager) che il mondo si stia sempre più dividendo tra persone con un elevato grado di competenza e persone con skills inadeguate alla domanda odierna", continua la ricerca. Secondo il 69% dei lavoratori, però, "i percorsi scolastici e universitari attuali sono inadatti a superare il disallineamento tra competenze richieste e competenze disponibili". La formazione "è il fattore chiave. Adottare un sistema di vera alternanza scuola-lavoro consentirebbe di rispondere alle esigenze formative della persona e aiuterebbe le università a stabilire un collegamento più stretto con il mondo del lavoro". Ha commentato l'ad di Ey Italia Donato Iacovone. Nelle politiche di digitalizzazione, ha annunciato la ministra per l’Innovazione Paola Pisano, “cercheremo di mettere ordine, ma cercheremo anche di mettere un po' di disordine, cambieremo le cose che in questo campo oggi non funzionano”. Pisano ha, poi, anche sottolineato l'importanza della creazione, “dopo 13 anni, di ministero dell'Innovazione" e quindi, ha promesso, "lavoreremo tantissimo, non ci faremo scappare l'occasione di dimostrare che ce la possiamo fare, lavorando, a cambiare il nostro Paese". La ministra ha anche assicurato che non si comincera' "tutto da capo, continueremo i progetti buoni portati avanti dal team prima guidato da Diego Piacentini e oggi da Luca Attias, che sta portando in questo paese una trasformazione incredibile". Un altro degli obiettivi annunciati della ministra Pisano sarà quello di assicurare “il diritto a innovare: ci sono norme e piccoli cavilli legali scritti quando le nostre idee di innovazione neanche esistevano, non possiamo essere bloccati da norme scritte dieci anni fa. Dobbiamo cambiare le regole del gioco per nuove strade per il futuro”, ha concluso.

In collaborazione con:
EY

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