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Perdonanza Celestiniana 2020, emerso lo spirito di comunità

L'Aquila si rinnova, 726/a dimostra che 'cultura non si ferma'

L'AQUILA ANSAcom

Raccontare una città in rinnovamento, che è patrimonio di tutti ed è riuscita a trasformare un momento di crisi in opportunità: la Perdonanza Celestiniana del 2020 ha reso L'Aquila un laboratorio della cultura con il suo abbraccio virtuale al mondo della musica, del teatro, dell'arte in generale, bloccato dall'emergenza sanitaria. E la scelta di trasmettere in diretta streaming i momenti salienti ha consentito di non lasciare fuori nessuno. Allestire eventi adeguati a celebrare la 726/a edizione del primo giubileo della storia, quello voluto da papa Celestino V nel 1294, con il suo programma civile accanto a quello religioso, è stata una corsa contro il tempo. "Le mie Perdonanze sono state caratterizzate dalla produzione locale - spiega il maestro Leonardo De Amicis che nel 2018 ha accettato entusiasta l'invito a esserne per tre anni direttore artistico -. Nonostante tutte le limitazioni necessarie quest'anno, la terza edizione è stata in linea con le altre e una giusta chiusura del triennio. Abbiamo mescolato le arti nel 'teatro del perdono', elaborando in chiave contemporanea i principi di resilienza e rinnovamento. Tre anni fa ho accettato di dirigere la Perdonanza senza alcun compenso, l'ho fatto per pagare un debito con la città che mi ha formato. Amo L'Aquila nel bene e nel male, volevo cambiare un po' la Perdonanza e penso di esserci riuscito". La cultura alla base dello sviluppo anche economico delle città, insiste De Amicis. "Da tre anni costringo artisti amici a venire qui gratis o a rimborso spese, convincendoli non perché L'Aquila è città terremotata, ma perché bisogna fare emergere il bello, la rinascita. Lo ha detto bene Antonello Venditti, 'questa è una città nuova, raccontiamola'". "Le restrizioni ci hanno dato l'opportunità di usare nuovi mezzi" aggiunge il vicesindaco Raffaele Daniele, coordinatore del Comitato Perdonanza. "Non vogliamo parlare più del terremoto, ma dimostrare che la generosità di cui abbiamo beneficiato in passato è stata ben riposta, che L'Aquila è città accogliente. Cerchiamo di aprirla, era famosa perché chiusa fra le montagne, deve diventare famosa come città sulle montagne". Lo spirito di comunità è quello che pervade la Perdonanza degli ultimi tre anni. Non ha dubbi Massimo Alesii, portavoce del Comitato Perdonanza e referente per la comunità per il percorso Unesco che ha condotto al riconoscimento, nel dicembre 2019, come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. "Guardiamo all'aspetto etico: l'incasso dei biglietti dei concerti degli anni scorsi è stato 'restituito' tramite borse di studio. Ad esempio, i ragazzi del Conservatorio Casella sono stati formati per poter affrontare una diversa dimensione, lavorare in formazione d'orchestra per accompagnare anche la musica pop, in questi tre anni c'è stato anche l'inserimento di cori locali, realtà assemblate in spettacoli specifici per la Perdonanza nel 'teatro del perdono', pensato in chiave di spettacolarizzazione del restauro di Collemaggio. Come aquilano sono orgoglioso che grandi nomi del mondo dello spettacolo abbiano condiviso questo progetto di Festa della Perdonanza - conclude Alesii -. Personalmente ho accettato con onore l'incarico, senza alcuna remunerazione, ho condiviso l'entusiasmo con cui poi è arrivato il riconoscimento Unesco, e sono lieto di aver partecipato attivamente a un progetto triennale in cui è cominciata una nuova narrazione della comunità dell'Aquila".

In collaborazione con:
Comune di L’Aquila - Comitato Edizione 726^ Perdonanza Celestiniana

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