Pugilato: Holyfield apre a Tyson, 'Se vuole sono pronto'

Iron Mike progetta il ritorno sul ring con un match benefico

Si fa sempre più vicina la possibile sfida tra Mike Tyson e Evander Holyfield, due vecchi campioni del mondo, icone del pugilato, pronti a salire sul ring per una esibizione a scopo benefico. Se ne parla da giorni, e oggi -come riferisce l'edizione online della Bbc- Holyfield ha detto pubblicamente di essere pronto a combattere con il vecchio avversario, se questi glielo chiederà.
    Holyfield compirà 58 anni a ottobre, si è ritirato nel 2014 ed ha vinto i due precedenti incontri con Iron Mike, compreso quello del 1997 quando Tyson con un morso assassino gli staccò un orecchio.
    Tyson di anni ne avrà 54 il 30 giugno prossimo, ed è lontano dal ring dal 2005.
    I due potrebbero affrontarsi sulla distanza delle tre riprese ed è quasi certo che dietro le quinte gli organizzatori stanno già lavorando allo show. Ma Holyfield mette le mani avanti: "Il match si può fare, se Tyson vuole farlo. Se glielo chiedessi io sarebbe come fare il bullo che vuole andare contro qualcuno già battuto due volte", ha aggiunto l'ex campione del mondo, bestia nera del pugile più cattivo del pianeta.
    Holyfield ha disputato l'ultimo dei suoi 57 incontri da professionista nel 2011 quando ha conquistato la sua 44esima vittoria con ko tecnico ai danni del danese Brian Nielsen a Copenaghen.
    Tyson, che divenne il più giovane campione mondiale dei pesi massimi a soli 20 anni nel 1986, ha lasciato la boxe 15 anni fa, dopo il suo 58mo match, finito con la sesta sconfitta della carriera a opera di Kevin McBride.
    Holyfield da tempo è impegnato con una Fondazione di beneficenza che aiuta i giovani, ed è anche a loro che lancia un messaggio in attesa che Tyson lo chiami alla sfida: "Quando mi vedranno boxare verso i 58 anni, diranno 'wow, come fai?' Abbi cura di te, ascolta tua mamma, ascolta tuo padre. Il motivo per cui sono arrivato così in alto è a causa di queste cose che i genitori mi hanno detto. Avevo dei buoni genitori e un buon allenatore".

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