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La rete in fibra di Open Fiber è il miglior alleato della trasformazione digitale italiana

Un tempo il dibattito sullo sviluppo della rete in fibra ottica sembrava incagliato sul dilemma del rapporto tra domanda e offerta: attendere l'esigenza di servizi avanzati oppure fornire prima le infrastrutture per farli germogliare? Oggi sappiamo con l'esempio di Open Fiber che è la disponibilità dell'ultra-broadband la chiave di volta. Perché, come sottolinea l'Amministratore Delegato Elisabetta Ripa, "creare una infrastruttura di rete FTTH (fiber-to-the-home) ad alta velocità su tutto il territorio nazionale favorisce il recupero di competitività del nostro Paese e garantisce l’evoluzione verso tutti i servizi digitali di nuova generazione".

"La rete a banda ultra larga di Open Fiber è a prova di futuro ed è un fattore abilitante imprescindibile perché in grado di supportare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie che arriveranno nei prossimi anni, in linea con i fondamenti della Gigabit Society".

L'esempio dell'Istituto Pediatrico Gaslini

La settimana scorsa l'Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, grazie alla rete FTTH di Open Fiber e i servizi di connettività a 10 Gbps donati da Fibering SpA, ha annunciato il potenziamento delle sue attività di supporto ai pazienti, al personale medico, alla ricerca scientifica, alla formazione in remoto e al counseling. Si parla di un complesso progetto di sanità digitale che senza una rete in fibra punto-punto non sarebbe stato possibile.

"Open Fiber collabora con i propri partner a diversi progetti innovativi, a partire dall'Ospedale Diffuso e Altamente Connesso, ideato dall’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova con Fibering:  sfruttando la capillarità della rete in fibra ottica consente applicazioni di telemedicina, la diagnosi a distanza Casa-Ospedale, la formazione con medici specializzati collegati da ogni parte del mondo, il trasferimento dei voluminosi dati elaborati dai ricercatori, ma anche l’intrattenimento su piattaforme televisive per i piccoli pazienti ricoverati nei reparti e la didattica a distanza per quelli in età scolare", spiega Ripa.

L'AD di Fibering SpA, Elio Romagnoli, ricorda che il Progetto Gaslini è una costola del Progetto Genova avviato a fine 2019. "Il fattore abilitante è stata ridisegnare il concetto di connettività usufruendo infrastruttura posata nella città di Genova da parte di Open Fiber che ci ha consentito di mettere a disposizione il nostro sistema di connettività più velocemente per rendere possibile il progetto Ospedale diffuso altamente connesso'", puntualizza Romagnoli. "In due settimane, dopo l’autorizzazione ricevuta dal Direttore Generale del Gaslini Paolo Petralia, abbiamo acceso i 10 Gbps e ora l'Ospedale è dotato di una autostrada digitale per tutti i suoi servizi".

Un modello vincente di sviluppo

La missione di Open Fiber, come spiega Ripa, "è di sviluppare una rete FTTH che poi consenta agli operatori di usufruire di una connettività super veloce per sviluppare servizi innovativi on top a questa infrastruttura e offrire le loro soluzioni innovative alle persone, alle imprese e alla Pubblica Amministrazione". Si pensi a "servizi innovativi digitali alle imprese come lo smart working, il cloud computing, i big data, l'e-health, l'entertainment, la robotica e l'Intelligenza Artificiale". Ad esempio nel caso del Gaslini l'intero flusso di connessione, rammenta Fibering, "parte dall’utente tramite una coda in fibra ottica fino ad arrivare al peering point di uscita Internet (i principali sono Milano e Roma) tramite trasporto dedicato a 100 Gbps e relativo hardware necessario al routing, anche questo idoneo a supportare la velocità di 100 Gbps".

Di fatto un'impresa, un istituto o un ente pubblico a parità di costi di mercato può ottenere bande molto più veloci "specialmente quando accompagna progetti di sviluppo digitale che possono riguardare 10 Gbps". Lo stesso Progetto Gaslini potrebbe essere replicato in altre zone del paese. Open Fiber ha ormai già cablato un terzo del Paese portando la rete ultrabroadband in 10 milioni di unità immobiliari su un progetto complessivo che, entro il 2023, mira a cablarne circa 19 milioni.

"Centosessanta grandi città e circa 1400 piccoli comuni possono già rivolgersi agli operatori partner e beneficiare dei servizi innovativi di ultima generazione, grazie a una rete che conta circa 80mila chilometri di fibra ottica in tutto il Paese", ricorda l'AD di Open Fiber. "Stiamo concretamente colmando il divario digitale del Paese superando la ventennale situazione di stallo che abbiamo trovato solo tre anni fa, all’inizio del nostro percorso, grazie a un modello innovativo che si è dimostrato vincente, cioè il modello wholesale only. Come evidenzia anche il rapporto del think tank tedesco Wik, il modello wholesale only ha spinto lo sviluppo delle reti in fibra in Italia grazie ai un’infrastruttura neutrale, aperta e che favorisce la concorrenza tra gli operatori sui servizi".

La sperimentazione che avanza

Disporre di una rete in fibra efficiente e capillare è una sorta di catalizzazione per la sperimentazione di nuovi servizi. Il Progetto Gaslini è il più recente, ma bisogna ricordare che l'Open HUB Med, il polo siciliano di interconnessione fondato da Mix a Carini, in provincia di Palermo, è sede di un nodo della rete nazionale interamente in fibra ottica di Open Fiber.

"Questo consorzio, in cui sono presenti i grandi operatori internazionali e italiani, rappresenta una 'porta' dalla quale ogni operatore può passare per offrire all'utenza servizi digitali ancora più performanti attraverso l’infrastruttura proprietaria", prosegue Ripa. "Nel campo del fiber sensing, vorrei ricordare il Progetto Meglio realizzato in collaborazione con INGV (Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia), che utilizza l’infrastruttura in fibra ottica per il monitoraggio dei terremoti su tutto il territorio nazionale, tramite sensori posti sulle 400 stazioni presenti in Italia. La piattaforma software rileva tramite laser posti lungo tutta la dorsale nazionale in fibra ottica di Open Fiber le scosse telluriche in modalità H24, le compara con i dati rilevati anche dai sismografi e invia le informazioni utili al centro di controllo per un’eventuale attivazione dei soccorsi (il cosiddetto early warning)".

Infine bisogna rilevare Armadillo Scan, una piattaforma software, sviluppata dall’operatore partner Nexim Italia, "che trasferisce grosse moli di dati ai data center connessi in fibra ottica, dove vengono raccolte le immagini radiologiche per tracciare una possibile diagnosi di positività al Covid 19". Una piattaforma che impiega la realtà aumentata e processi di machine learning "che necessitano di una infrastruttura a banda ultra larga per l’elaborazione in 5 secondi di ogni radiografia trasmessa".

Il capitale umano che fa la differenza

Un’infrastruttura in fibra ottica, come quella che sta realizzando Open Fiber, è l'elemento imprescindibile della trasformazione digitale ma c'è altro. "Oltre all'infrastruttura vanno sviluppate cultura e competenze digitali, come emerso anche dal DESI 2020", ricorda Ripa. "L'ultimo indice diffuso, infatti, se da un lato ha evidenziato per l’Italia la crescita anche nel 2019 della disponibilità di connessioni ultraveloci (ormai in media europea), dall’altro ci ha relegato al 25esimo posto del ranking nell’indicatore Capitale Umano: bisogna lavorare sulla capacità di utilizzare le tecnologie che stiamo mettendo a disposizione, dare concretezza a tanti progetti di applicazione ICT nella pubblica amministrazione, nelle scuole e negli ospedali".

In sintesi infrastrutture e progettualità legata ai servizi devono andare di pari passo. "Quando ci sono competenze, idee, collaborazione, e anche contaminazione di esperienze diverse, i risultati arrivano. Adesso la rete c'è, la banda ultra larga è già in grado di rispondere alle esigenze di cittadini e aziende: occorre uno sforzo comune per sfruttare queste opportunità che possono cambiare la fisionomia del nostro quotidiano", conclude l'AD di Open Fiber Elisabetta Ripa.

di Dario d'Elia

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