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La sfida al digital divide, Campaniacom: "Abbiamo aiutato tanti italiani con Dad e smartworking"

Il 2020 sarà ricordato certamente come l’anno della pandemia da coronavirus, ma anche per il boom nell’uso delle nuove tecnologie e la diffusione sempre più capillare del web nelle case degli italiani.

La necessità di lavorare e studiare da casa con lo smartworking e la didattica a distanza, infatti, ha reso gli italiani sempre più tecnologici e connessi.

Ma non è andato tutto liscio come sembra. Soprattutto durante il primo lockdown, sono emersi con forza i limiti del digital divide che separa le grandi città dalle aree interne del Paese, con forti differenze anche tra Nord e Sud Italia.

Si stima che, al momento, solo il 12% della popolazione italiana abbia accesso alla banda ultralarga a causa della mancanza di infrastrutture e servizi adeguati.

Come sanare questo gap? La sfida è stata raccolta da tante piccole e medie società di telecomunicazioni nate con l’obiettivo di garantire a tutti servizi tecnologici e, in particolare, l’accesso a internet veloce. Campaniacom è una di queste realtà.

“Siamo coscienti del fatto che il nostro lavoro abbia un importante ruolo sociale - ha dichiarato Paolo Basiaco, Presidente del CdA di Campaniacom – perché abbiamo offerto a migliaia di persone la possibilità di collegarsi alla rete, in particolare a quella popolazione delle aree interne da sempre esclusa da investimenti in infrastrutture e tecnologia. Pensiamo, ultimamente, alle tante necessità dovute ai collegamenti in dad e allo smartworking”.

Ma quali sono le prospettive future per il settore?

Il Covid-19 ha accelerato l’esigenza di poter usufruire di servizi di accesso ad internet con banda larga, sia per l’aumento dello smartworking che per lo sviluppo della didattica e formazione a distanza – ha sottolineato Paolo Basiaco - Secondo noi queste nuove modalità di approccio al lavoro, allo studio (anche universitario) e alla formazione continueranno a svilupparsi anche dopo la pandemia. Possedere una connessione a banda larga deve essere la normalità. Oggi tutto questo è possibile per migliaia di cittadini anche grazie al lavoro portato avanti dagli operatori locali di telecomunicazione. E poi c’è il 5G, la quinta generazione del mobile che ci permetterà di essere ‘always on’, sempre connessi. Il 5G è una tecnologia che si affiancherà al collegamento internet da casa, aiutandoci ad essere sempre più connessi in maniera veloce ed efficace per il lavoro, lo studio e lo svago”.

La storia di Campaniacom nasce con la passione dei sui fondatori, Paolo Basiaco, Luigi Mauta, attuale Amministratore Delegato, e Guido Basiaco e del loro Staff, per internet e le tecnologie delle comunicazioni.

“La prima sede aziendale era in un piccolo appartamento nel centro storico di Benevento – confessa – siamo alla fine degli anni novanta. Iniziammo con le prime adsl. Poi, nel 2003-2004 si cominciò a parlare delle prime connessioni ‘radio’. Era il periodo della nascita di Facebook. Iniziammo a diffondere le prime connessioni wifi con frequenza 2.4 Ghz. Il primo comune ad essere coperto da questa frequenza fu Sant’Angelo a Cupolo, in provincia di Benevento. Da lì cominciò la nostra avventura. Capimmo che il wireless, la trasmissione radio, poteva funzionare. Dal 2005 in poi, la tecnologia ha fatto passi da gigante, fino ad arrivare oggi a collegamenti via radio da casa fino a 100 megabit”.

La rete di Campaniacom è in costante espansione e conta oltre 3500 utenze registrate mentre i servizi di comunicazione offerti spaziano dalla WADSL, al Voip, al Traffico dati in mobilità.

Campaniacom ha all’attivo anche una partnership con OpenFiber.

“L’abbiamo voluta con l’obiettivo di integrare i nostri servizi con la fibra FTTH laddove i territori fossero coperti – ha concluso Paolo Basiaco - avere anche questa possibilità, vuol dire offrire un servizio in più per i nostri clienti. In futuro diventeremo anche operatori mobili virtuali. L’obiettivo è uno solo: connettere le persone”.

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