Covid: Confcommercio, allarme desertificazione centro Aosta

"In 8 anni -22% di negozi, serve aiuto del Comune"

   Confcommercio-Fipe Valle d'Aosta lancia l'allarme sul "progressivo processo di desertificazione commerciale" del capoluogo regionale e per questo chiede che "l'amministrazione comunale s'impegni nei fatti".
    In base ai dati dell'Ufficio studi di Confcommercio 'Demografia d'impresa nelle città italiane' emerge che nel centro storico di Aosta, dal 2012 al 2020, gli esercizi commerciali sono passati da 250 imprese a 163, con una contrazione oltre il 22%. Il rischio "di non riavere i nostri centri storici come li abbiamo visti e vissuti prima della pandemia", sottolinea il presidente dell'associazione di categoria, Graziano Dominidiato, "è molto concreto e questo significa minore qualità della vita dei residenti e minore appeal turistico".
    Per questo Adriano Valieri, direttore generale di Confcommercio Vda, chiede al Comune di Aosta di "calmierare gli affitti del centro, disciplinare in maniera differente la tassa sulla proprietà degli immobili, misure di abbattimento fiscale per gli imprenditori del commercio che hanno creduto ed investito in questa città. In una solo parola aiuti concreti al commercio".
    Dal 2012 al 2018 gli esercizi commerciali fuori dal centro storico di Aosta sono passati da 224 a 163 mentre sono aumentati gli alberghi (da 7 a 12 nel centro e da 26 a 38 nel resto della città) e bar e ristoranti (rispettivamente da 112 a 122 e da 119 a 137). 

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