Il cammino delle certose. I percorsi dell’anima

Napoli - Altro

Nella serata di sabato 23 settembre, fino alle 22.30, si potrà visitare la mostra nella Certosa di San Martino incentrata su opere del Sei e del Settecento che prendono spunto dal tema biblico di Giuditta e Oloferne, a partire dall’affresco di Luca Giordano nella Cappella del Tesoro. Per l’occasione sono esposti, per la prima volta, i disegni preparatori provenienti dagli Uffizi di Firenze. Le opere seicentesche, da Carlo Saraceni a Jacopo Ligozzi, dialogheranno lungo tutto il percorso espositivo con i maestri del contemporaneo, a dimostrare affinità e dissonanze, affrontate con sensibilità differenti, da Lucio Fontana a Alberto Burri, da Luca Maria Patella a Anish Kapoor (le cui opere verranno presentate nel corso della mostra), da Louise Bourgeois a Giacinto Cerone e Paolo Mussat Sartor. La narrazione procede infatti fino alle declinazioni dei protagonisti dell’arte contemporanea: al centro della scena la violenza sul corpo e sulla materia, la sublimazione del gesto attraverso la bellezza, il riscatto del mezzo artistico, il destino di umana sofferenza e la ribellione.'Il Cammino delle Certose' nasce da una proposta turistico-culturale di grande respiro della Regione Campania, Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo, nell’ambito dei progetti d’eccellenza, assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, curata da Anna Imponente direttore del Polo Museale della Campania. Il progetto ripropone all’attenzione del grande pubblico nazionale e internazionale il patrimonio straordinario dele Certose di San Martino a Napoli, di San Giacomo a Capri e di San Lorenzo a Padula, che merita prospettive nuove, degne della eredità di valori spirituali, economico-sociali e civili che ancora custodiscono. Tre luoghi simbolo della storia universale e dell’immaginario religioso, architettonico e artistico, emblemi di una civiltà plurisecolare che ha contribuito a formare l’identità della regione da nord a sud, dalla metropoli capitale alla cittadella monastica più imponente d’Europa, nel cuore del Vallo di Diano. Il filo conduttore delle esposizioni, tra assonanze e distinzioni, si articola sulle interpretazioni storiche dei temi della meditazione, della violenza, della redenzione, del conflitto religioso, con capolavori quali Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, fino alle declinazioni contemporanee autoriali dei campi di forza del silenzio, dell’ambiente naturale, dell’impegno etico, del legame con il territorio, in una trama discontinua e inquieta di relazioni fluide, senza tempo e senza confini. (Ultimo ingresso 21.30)


largo San Martino, 5, Napoli

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