Arcadia: natura vs cultura mostra bibliografica e documentaria

Napoli - Mostra

Preziosi manoscritti , edizioni a stampa ed illustrazioni di raro interesse  documentano il rapporto tra cultura, natura e territorio e  lo svilupparsi del concetto di il paesaggio  come espressione della storia e della società .  
Un viaggio avventuroso e affascinante nella storia della cultura europea, che ebbe inizio nella Napoli aragonese con Jacopo Sannazzaro.
 E' una narrazione che affonda le radici nei miti classici delle bucoliche virgiliane per contrassegnare una moda culturale che fra il XVI e il XVIII secolo ha coinvolto letterati, poeti, pittori, musicisti di tutta Europa. Ha entusiasmato le corti ed i pubblici di tutto il continente, attraverso le pagine di autori illustri da Thomas More a  Tasso, da Cervantes a Guarini e Lope de Vega.
Arcadia è il racconto di una mitica età dell'oro in cui una Natura idealizzata, metafora culturale dell’economia rurale basata sulla pastorizia e sulla manifattura tessile, conservava un rapporto non casuale con la Natura reale. A tale racconto si ispirarono la produzione letteraria e musicale nel XVII e nel XVIII secolo come ricordano le opere dei poeti arcadi della Colonia Sebezia e i componimenti di Metastasio che furono messi in musica dai principali interpreti della scuola napoletana, da Iommelli a Scarlatti e Paesiello.
Circa due secoli dopo, le élites settecentesche si resero conto che occorreva dare risposte diverse alla società in evoluzione. I riformatori continuarono a ispirarsi ai miti virgiliani ma, per delineare una nuova Natura ideale speculare alla nuova realtà economica del regno di Napoli, preferirono le Georgiche alle Bucoliche: il paesaggio agricolo sostituiva quella pastorale. Letterati, pittori, musicisti ed economisti si fecero portavoce di una nuova età dell'oro, celebrata dalla corte borbonica anche attraverso la fondazione della colonia di S. Leucio.


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