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Vittorio Arrigoni, la madre 'fiera di lui si batteva per umanità'

Intervista con Ossigeno per l'Informazione a 10 anni dalla morte del figlio

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  • Redazione ANSA
  • ROMA
  • 29 aprile 2021
  • 09:07

Sono passati dieci anni dalla morte di Vittorio Arrigoni (Vik), l'attivista dei diritti umani rapito e ucciso a Gaza il 15 aprile del 2011. "Ricordo - racconta a Ossigeno per l'Informazione, la madre di Arrigoni, Egidia Beretta - i momenti in cui era qui a casa, i nostri discorsi, la bellezza di averlo intorno. C'era molta empatia tra di noi, un'empatia che non è mai cessata né quando era lontano, né adesso. Vittorio teneva molto alle sue radici e noi, nonostante fosse spesso lontano da casa, eravamo le sue radici, il suo punto di riferimento. Questo ci rendeva molto orgogliosi".
    La madre Egidia lo ha sempre sostenuto vincendo legittime preoccupazioni e timori. "I suoi primi viaggi - ricorda - non erano rischiosi. Cominciai a preoccuparmi quando scelse la Palestina come luogo dove portare aiuti concreti, nel 2005 quando, dopo due tentativi di ingresso, venne picchiato e incarcerato. Il mio cuore non era sereno, certo, ma al contempo provavo soddisfazione e orgoglio per quel figlio che non ha mai abbandonato i suoi sogni e la ricerca della giustizia. La sua vita è stata mossa dalla battaglia per i diritti umani".
    Nel 2008, quando Israele lanciò l'operazione denominata 'Piombo fuso', l'offensiva per colpire l'amministrazione di Hamas, Arrigoni - sottolinea Ossigeno per l'Informazione - era l'unico italiano presente nella Striscia di Gaza e ha raccontato quei giorni per il quotidiano Il Manifesto in reportage siglati con la frase "Restiamo umani". "Sono sicura che 'Restiamo umani' lo dicesse soprattutto a se stesso. È un monito che vale per tutti. Deve ricordarci che apparteniamo tutti alla stessa famiglia, quella umana". Dopo la morte di Arrigoni, Egidia e sua figlia Alessandra, la sorella di Vik hanno fortemente voluto che nascesse la Fondazione Vittorio Arrigoni "Vik Utopia' che promuove interventi umanitari nazionali e internazionali: Credo che la storia di mio figlio possa essere di esempio, di aiuto per i ragazzi di fronte a scelte nobili ma difficili. Il ricordo di Vittorio può essere un buon compagno di strada per chi aspira a perseguire i propri sogni, a realizzare la propria "Utopia".soli". (ANSA).
   

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