App di Google fa diagnosi malattie pelle dalle foto pazienti

Riconosce 288 condizioni. IMI, serve una solida relazione sugli studi o si rischiano errori

Redazione ANSA ROMA

È nato Dermatology Assist di Google, uno strumento diagnostico basato sull'intelligenza artificiale, capace di riconoscere e diagnosticare 288 malattie di pelle, capelli e unghie, solo da una foto che il paziente potrà caricare sulla app e qualche domanda cui il paziente deve rispondere.

Lo strumento, annunciato alla conferenza annuale del gigante tecnologico dedicata agli sviluppatori "Google I/O", potrà aiutare a indirizzare i medici e a migliorare le terapie, ad esempio potrà scovare tante lesioni cutanee maligne che ad oggi possono sfuggire alla diagnosi perché sottovalutate dal paziente.

Secondo quanto riportato su BBC Health il colosso tecnologico ha rassicurato dicendo che lo strumento sarà di aiuto alle persone senza volersi sostituire al dermatologo o al medico; la app risponde comunque a un bisogno molto sentito, basti pensare che ogni anno su Google vengono effettuate 10 miliardi di ricerche su pelle, capelli e unghie. Non è raro ormai, infatti, che quando ci si ritrova uno sfogo cutaneo o una formazione strana come una verruca, si ricorra a google, magari cercando di confrontare immagini presenti sul motore di ricerca con l'aspetto del proprio problema per farsi un'autodiagnosi. Con Dermatology Assist non servirà più fare questo confronto che porta spesso l'occhio inesperto verso strade sbagliate, bastera appunto caricare sulla app una foto della propria pelle nel sito di interesse e rispondere ad alcuni quesiti posti dalla app.

Dermatology Assist, che ha ricevuto il marchio CE per l'uso in Europa e che sarà testato in dei trial clinici a partire dai prossimi mesi, è stato addestrato con 65.000 immagini di condizioni cutanee diagnosticate, milioni di immagini di segni cutanei sospetti, migliaia di foto di pelle sana, foto con inquadratura e luminosità di tutti i tipi. 

 

IMI: SERVE UNA SOLIDA RELAZIONE SUGLI STUDI O SI RISCHIANO DIAGNOSI SBAGLIATE

Scettico sull'uso dell'applicazione per smartphone che utilizza l'intelligenza artificiale per la diagnosi delle malattie della pelle l'IMI, Intergruppo Melanoma Italiano. Secondo il presidente IMI – Intergruppo melanoma italiano Ignazio Stanganelli, direttore della Skin Cancer Unit IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumore professore associato dell’Università di Parma, sono ancora troppo poco accurate e sono associate ad un elevato rischio di errore nell’individuare un melanoma, tumore maligno estremamente aggressivo. 

"Le applicazioni basate sugli archivi d’ immagini sono un 'proiettile magico' che ogni ricercatore vorrebbe avere nel suo bagaglio culturale di conoscenza e potrebbero facilitare l’auto-diagnosi dei pazienti. Tuttavia sono ancora poco accurate e c’è un rischio reale che nel caso di melanoma la diagnosi non sia tempestiva con una forte riduzione in termini di sopravvivenza del paziente. E’ quindi fondamentale e necessario andare a validare queste tecnologie attraverso serie e ampli studi in cui sia data la possibilità a tutti i ricercatori di controllare i dati su cui si basa l’elaborazione dell’intelligenza artificiale". Secondo Stanganelli, infine, data la scarsità di prove e la bassa qualità metodologica degli studi esistenti "l'uso dell’app potrebbe portare ad un aumento significativo delle risorse e carichi di lavoro per i dermatologi e il sevizio sanitario nazionale". "Una eventualità – conclude – che in questo momento in cui la pandemia di Covid non è ancora sotto controllo, aggraverebbe ancora di più la situazione".

   

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