Nardella, i viola di Prandelli grande esempio Fair Play

Persero ma aspettarono Inter per 'terzo tempo' come nel Rugby

Redazione ANSA ROMA

"Nello sport moderno molti sono gli esempi di Fair Play. Come quello di una domenica di dicembre di molti anni fa, in cui Cesare Prandelli tornava in panchina nella partita della Fiorentina contro l'Inter dopo la scomparsa della moglie Manuela. Alla fine i viola persero, ma aspettarono i nerazzurri per una stretta di mano come si usa fare nel Rugby: fu l'esordio del terzo tempo italiano, un gesto elegante e raro che significò il ritorno al miglior spirito sportivo. E' un segno di civiltà far sì che, dopo il match, i giocatori calmino l'ostilità dei tifosi, così che queste applaudano le squadre avversarie, invece di scatenare contro le loro truppe". A ricordarlo un gesto tornato d'attualità dopo la vittoria dell'Italia contro l'Inghilterra per gli Europei, è stato il sindaco di Firenze Dario Nardella in un messaggio inviato in occasione dell'annuncio dei 14 campioni dello sport, vincitori quest'anno del Premio Internazionale Fair Play-Menarini.

La tre giorni di iniziative per la celebrazione della 25/ma edizione avrà inizio lunedì 30 agosto a Castiglion Fiorentino con una partita di calcio a favore della ricerca, in memoria di Chiara e Fabrizio Meoni, che vedrà in campo la neo formata Nazionale degli Infermieri. "Siamo orgogliosi di ospitare, per il nono anno consecutivo, il Premio Fair Play-Menarini", ha detto Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, "una manifestazione che si fa portabandiera di valori sani e in grado di guardare al futuro" che "dovrebbero diventare delle regole non scritte da seguire sempre, nello sport come nella vita". Lo sport, ha ricordato in un messaggio il presidente del Comitato italiano Paralimpico Luca Pancalli, "può rappresentare uno straordinario strumento di diffusione di principi che possono favorire la crescita sociale del Paese", come "lealtà, inclusione, rispetto di sé e dell'avversario, accettazione dei propri punti forza e dei propri limiti". Quello di quest'anno, ha sottolineato Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) "è un premio importante in un anno in cui le competizioni sportive sono state penalizzate e praticare sport è stato difficile per tutti. Anche in agricoltura si vince e si perde, un imprevisto può compromettere tutto e chi sbaglia viene espulso. Ma lo sportivo, così come l'agricoltore, deve accettare sia la vittoria che la sconfitta".
   

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