Covid: Sardegna rossa, Solinas "appello alla responsabilità"

Governatore, alcuni atteggiamenti non sono stati responsabili

La Sardegna si è svegliata in zona rossa. Un risveglio amaro per l'isola: ad inchiodarla verso due settimane di lockwdown è l'ultimo valore dell'indice di contagiosità (Rt), che risulta il più alto d'Italia a 1.54. Gli altri indicatori non superano le soglie di rischio, alcuni però, come la pressione negli ospedali, si stanno avvicinando. Questo è bastato alla cabina di regia nazionale - che si muove in base alle rilevazione settimanali dell'Istituto superiore di sanità - per decretare il cambiamento di colore in Sardegna. Da oggi dunque, entrano in vigore tutte le restrizioni previste dalla zona rossa. Restano in presenza solo gli studenti delle scuole d'infanzia, elementari e prima media. Chiusi negozi, parrucchieri ed estetisti.

NIEDDU, SI E' ABBASSATA LA GUARDIA - "C'è stato un calo di attenzione, alcuni hanno abbassato la guardia e ora ne paghiamo le conseguenze". Così, a proposito del passaggio della Sardegna in zona rossa, l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, intervistato su Rai Radio 1 all'interno del programma "Che giorno è". "Durante le settimane in zona bianca forse c'è stata l'errata percezione che il virus non circolasse più - spiega - avremmo dovuto attuare controlli più stringenti che invece sono mancati, tutto questo ha portato a un'esplosione di contagi proprio nel momento in cui faceva il suo ingresso anche nell'Isola la variante inglese".

Comunque, sostiene Nieddu, "non è stato un errore andare in zona bianca così presto perché questo ha dato sollievo all'economia per tre settimane, vero è che abbassando la guardia in questo modo ci siamo giocati la chance di essere la prima Regione in Italia a poter riaprire in sicurezza per la stagione turistica". Secondo l'esponente della Giunta Solinas "è la scuola uno dei vettori del contagio per via dell'uso dei mezzi pubblici".

Un passaggio anche sulla campagna di vaccinazione: "Abbiamo grossi hub e alcuni di medie dimensioni, ma ne stiamo aprendo anche altri per rendere la campagna diffusa nel territorio". La Sardegna, ricorda, "ha 24mila chilometri quadrati, 377 Comuni e una densità di popolazione bassissima". Insomma, "condizioni orografiche e logistiche complicate che all'inizio hanno causato un certo ritardo che contiamo di recuperare grazie alla maggiore collaborazione dei medici di base".

SOLINAS, APPELLO A RESPONSABILITA' - "Purtroppo paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili". Così il governatore della Sardegna Christian Solinas sul passaggio dell'Isola in zona rossa.

Comunque, sottolinea Solinas, "si tratta di dati riferiti a due settimane fa. Quelli dell'ultima settimana ci dicono che il contenimento è già in atto". In ogni caso lancia un appello "a tutti cittadini, ai ragazzi, alle persone che per ovvie ragioni devono poter lavorare muoversi e spostarsi: manteniamo tutte le cautele e le norme di distanziamento e di igienizzazione delle mani, usiamo le mascherine perché dipende da noi il contenimento della diffusione virale e il poter tornare quanto prima ad una riapertura di tutti gli esercizi".

Secondo il presidente della Regione, "se i comportamenti saranno corretti potremo uscire rapidamente da questa situazione". Infine: "Chiarisco che non c'è alcuna correlazione tra l'aumento dei contagi e la campagna vaccinale, visto che i nuovi contagiati hanno un'età media ben al di sotto degli over 80 e degli anziani che stanno ricevendo le somministrazioni".

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